PERSONE da ricordare
 
 NGUYEN VAN HOAN
PROFESSORE DI LETTERATURA ITALIANA presso UNIVERSITÁ di HANOI


Il ricordo della dottoressa Sandra Scagliotti

 

 

CURRICULUM VITAE
Dati personali
Nome: NGUYEN VAN HOAN
Data di nascita : 27 - 06 - 1932
Nazionalità : Vietnamita
Indirizzo : Via Ta Quang Buu, El-307, Hanoi-Vietnam

 

 

Studi compiuti
1953: Laurea in Lettere presso la Scuola Normale Superiore della Quarta Regione.
1978-1979 : Studente di Lingua Italiana presso l'Università per Stranieri di Perugia e successivamente assistente alla ricerca in Letteratura Italiana presso La Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma.
Lingue straniere: Italiano, Francese
Esperienze professionali
1959-1962: Insegnante di Letteratura Vietnamita all'Università dell'Educazione di Hanoi.
1962-1999: Ricercatore di Letteratura Vietnamita presso l'Istituto di Lettere dell'Accademia delle Scienze sociali del Vietnam.
1980-1988: Vice Direttore dell'Istituto di Letteratura 1984: è stato nominato a docente universitario
1999-2001 : è stato titolare del primo Corso di Lingua e Letteratura Vietnamita presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Torino.
1986-2013: Vice Presidente dell'Associazione di Amicizia Vietnam- Italia. 1994-2008: Presidente del Comitato Dante Alighieri di Hanoi.
Dal 1980 è stato socio dell'Associazione internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana (AISLLI), della Società Dante Alighieri di Roma e socio vitalizio della Società Dantesca Italiana di Firenze.

Pubblicazioni
A - Letteratura Vietnamita
1965 TRUYÈN K1ÈU diNGUYÈN DU (1765-1820), Edizione critica, in vietnamita, Hanoi, Edizione Letteratura, 376 pag.

1972 ANTHOLOGIE DE LA LITTÉRATURE VIETNAMIENNE  Tomo primo, in francese, in collaborazione con Nguyén Khàc Vien, Edizione Lingue straniere, Hanoi, 335 pag.

1980 LICH SU' VÀN HOC VIÈT NAM (Storia della Letteratura Vietnamita), in vietnamita, in collaborazione, Hanoi, Edizione Scienze Sociali, 398 pag.

1985 LES CHERCHEURS VIETNAMIENS ET FRANCAIS ET L'ÉTUDE DU KIÉU -
Testo pubblicato in "80 ans de recherches sur la culture et l'histoìre du Vietnam", Bibliothèque orientaliste de L'Ecole francaise d' Extréme - Orient, Hanoi, 1985.

1999 VÀN HOC DÀN TOC VA THÒI DAI ( La letteratura nazionale vietnamita e la sua epoca), in Vietnamita, Hanoi, Edizione Scienze sociali, 1999, 502 pag.

2000 I CADAO DEL VIETNAM. Traduzione italiana della poesia popolare vietnamita, in collaborazione con Pino Tagliazucchi, Milano, Edizione ObarraO, 2000, 151 pag., seconda edizione, Hanoi, Edizione II Lavoro, 2002, 187 pag.

B - Letteratura Italiana
1980 NGUYÉN TRAI e DANTE. Intervento al Colloquio Internazionale su Nguyén Trai (1380-1442) ad Hanoi, Ottobre 1980, organizzato in occasione deL 600esimo anniversario della nascita del poeta. Tema: "Nella lotta per affermare la dignità della lingua e della cultura nazionale, ogni popolo ha il suo Dante. Nguyén Trai è il Dante della letteratura vietnamita".

1982 CO CHÙ OUÀN (La locandiera di CARLO GOLDONI), Curatore e presentatore della traduzione vietnamita delle opere scelte di Carlo Goldoni: La locandiera. La vedova scaltra. I rusteghL La casa nova. Hanoi, Edizione Letteratura, 1982, 506 pag.

1984 Voci su G. PARINI. U. FOSCOLO. L. PIRANDELLO in Enciclopedia della Letteratura (Tu dién vàn hgc\ in vietnamita, Hanoi, Edizione delle Scienze sociali, 1984.

1989 I PROMESSI SPOSI di A. MANZONI. Conferenza alla Biblioteca nazionale di Hanoi, in occasione della pubblicazione della prima traduzione vietnamita dei PROMESSI SPOSI. Maggio 1989.

1991 LA LETTERATURA ITALIANA IN VIETNAM. Intervento al XIII Congresso Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana a Perugia, Giugno 1988, pubblicato in Lingua e Letteratura Italiana nel Mondo oggi Tomo II, Firenze, Leo S. Olschki editore, 1991.

1996 CUQC PHIÉU LUU KY DIÈU CÙA COLÓMBO. Traduzione e Presentazione del libro "La meravigliosa avventura di Cristoforo Colombo: di Paolo Emilio Taviani, Hanoi, Edizione Cultura, 1996.

2002 LA PRESENZA DI DANTE IN VIETNAM. Intervento presentato alla rassegna La Divina Commedia nel Mondo, organizzata nell'ambito del V Settembre Dantesco a Ravenna, 9-2002.

2004 DIZIONARIO VIETNAMITA - ITALIANO. ITALIANO - VIETNAMITA, in
collaborazione con C. Arduini, Hanoi, Edizione II Mondo, 2004, 2007, 1196 pag

2009 THÀN KHUC. La prima traduzione integrale della Divina Commedia di Dante dall'italiano al vietnamita, Hanoi, Edizione Scienze sociali, 2009, 1047 pag.

2010 PERCHÉ HO AVUTO IL CORAGGIO DI TRADURRE DANTE. Intervento al Convegno internazionale ''Leggere Dante oggi" a Roma, 24-26 Giugno 2010.
 

Onorificenze
1984 è insignito di Medaglia della Resistenza di primo grado dal Presidente della R.S del Vietnam.

2001 l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Hanoi, 20 Giugno 2014
Nguyen Van Hoan

 

Allegati:
1. Discorso della S.E. Luigi Solari, Ambasciatore d'Italia alla consegna dell'Onorificenza di Cavaliere al Prof Nguyen Van Hoan, Hanoi, 8-11 -2002.
2. Lettere dell'Illustr.mo Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano indirizzata al Prof Nguyen Van Hoan in occasione della pubblicazione della traduzione della Divina Commedia. Roma, 24-11-2009.


L'Ambasciatore d'Italia  Hanoi, 8 Novembre 2002
Discorso in occasione della consegna dell'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
al Professar Nguyen Van Hoan.

Gentile Professar Van Hoan,
Cari Amici,
vi ringrazio della vostra presenza ad una riunione particolarmente significativa.
Oggi infatti siamo qui riuniti per festeggiare il Prof. Nguyen Van Hoan in occasione del conferimento a suo favore dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che avevo preannunciato lo scorso 3 giugno al Teatro dell'Opera dì Hanoi, in occasione, della Festa Nazionale italiana.
Il Professar Van Hoan è un nostro amico ed è un amico del nostro Paese e della nostra Cultura, tutti noi Lo conosciamo e conosciamo la Sua opera, per questo non ha sicuramente bisogno di essere presentalo.
Tuttavia nei giorni scorsi, mentre sfogliavo il fascicolo relativo a questa onorificenza, mi sono ancora una volta soffermalo sulla sua biografia, che è tanto impressionante da non poter essere taciuto.
Nato nel 1932 a Nghe An, concluse gli studi liceali all'età di 17 e si arruolò nelle Forze di Liberazione che combatterono per affrancare il Vietnam dal sistema coloniale. Per questa attività egli fu insignito di un'altra onorificenza, la Medaglia della Resistenza di I° grado.
In quegli stessi anni i! Professar Van Hoan iniziò la sua attività di insegnante che da allora è proseguita in diversi istituii e che tuttora continua.
Oltre a questa attività che ha contraddistinto il suo percorso professionale, il Professor Van Hoan ha dedicato una parte importante della sua vita in Enti per la promozione della Cultura Italiana in Vietnam, fra questi il Comitato Dante Alighieri dì Hanoi, l'Associazione dì Amicizia Vietnam-Italia, il Club Italo-Iberico UNESCO di Hanoi,
Egli è inoltre socio della Associazione Internazionale per gli Studi di Lingua e Letteratura Italiana (AISLLI), della Dante Alighieri, di Roma e della Società Dantesca Italiana.
NON credo sia inutile, da ultimo, ricordare la Sua considerevolissima attività di traduttore, che lo ha portato a provvedere i lettori di questo Paese di opere di scrittori italiani in vietnamita. Dal 1982 ha tradotto opere di Goldoni, Fosco/o, Pirandello, Carlo Levi, Paolo Emilio Taviani ed altri.
Il suo lavoro più imponente e' consistito però nella traduzione della Divina Commedia di Dante, che ha presentata recentemente alla rassegna La Divina Commedia nel Mondo, organizzata nell'ambito del "Settembre Dantesco" di Ravenna, assieme alla versioni Armena e Polacca.
Non voglio dimenticare di citare, in questa messe di opere e iniziative del Professar Van Hoan, l'ultima in ordine di tempo: il Dizionario Italiano-Vietnamita, presentato lo scorso 14 Ottobre duirante la Seconda Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
Tale dizionario è stato accolto con grandissimo entusiasmo dagli studenti di italiano dell'Università di Lingue Straniere di Hanoi e non voglio perdere questa occasione per rendere partecipe di ciò il Professor Van Hoan e per ringraziarlo anche a nome dei nostri studenti.
L'iter dell'Onorificenza che tra poco consegnerò al Prof. Van Hoan e' stato particolarmente lungo essendo egli straniero: la proposta di concessione è stata infatti avanzata dal mio predecessore, Ambasciatore Zamboni, nel 1997, ma solo oggi è finalmente arrivato il momento della sua consegna.
A questo punto, prima di consegnargli ufficialmente la decorazione, dò lettura della sua motivazione ufficiale:
"II Professar Nguyen Van Hoan, professore di letteratura italiana e vietnamita, con oltre venti anni dedicati alla promozione ed alla divulgazione delle opere dei più grandi e significativi scrittori italiani in Vietnam, ha sempre manifestato uno spiccato interesse verso gli aspetti culturali e scientifici del Nostro Paese.
Da sempre legato agli ambienti italiani in Vietnam, il Professor van Hoan ha illustrato con molteplici conferenze il suo attaccamento ed amore per tutto ciò che si riferisce alla letteratura italiana, tanto che nel mese di giugno 1981 ha presentato, nel corso di una conferenza alla biblioteca nazionale di Hanoi, la prima parte della traduzione in vietnamita della Divina Commedia di Dante Alighieri
Ha proseguito in questa sua opera di divulgazione della nostra cultura, pubblicando nel maggio 1989 la prima versione vietnamita dell'opera I Promessi Sposi di Manzoni egli ha dissertato in anni successivi con esaurienti conferenze sulla diffusione della letteratura moderna italiana in Vietnam (maggio 1992) e con un saggio sulle relazioni storico - culturali tra il Vietnam e l'Italia (maggio 1997).
Mi rallegro vivamente anche a nome mio personale, dei colleghi e degli amici tutti qui intervenuti col Prof. Van Hoan e lo ringrazio calorosamente per il contributo da lui dato in tanti anni per la migliore conoscenza della cultura italiana in Vietnam e di conseguenza a favore dell'amicizia fra i due popoli.
Per i motivi suesposti ho quindi l'onore di appuntargli sul petto, a nome di S.E. il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio d'ampi, l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
(firmato Luigi Solari)



Il Presidente della Repubblica Italiana
Roma, 24 novembre 2009
gentile professore (scritto a mano)
la ringrazio vivamente per la traduzione in lingua vietnamita della Divina Commedia di cui mi ha fatto omaggio e per la sua cortese lettera.
Apprezzo molto il suo impegno per la diffusione della cultura italiana in Vietnam e desidero rivolgerle sinceri complimenti per la sua padronanza della lingua e della cultura italiana. Sono convinto anche io che l'impegno delle nostre Università nella formazione di studenti stranieri rappresenti uno strumento di importanza decisiva per favorire la creazione di legami sempre più saldi fra cittadini italiani e stranieri, e un mezzo di straordinaria efficacia per promuovere l'integrazione e la conoscenza fra i popoli.
Attendo di incontrare a breve il Presidente della Repubblica del suo Paese per conoscere da vicino gli straordinari progressi che il Vietnam sta compiendo lungo la via dello sviluppo economico e sociale e dell'integrazione con i Paesi asiatici.
Nel formularle voti di miglior successo per il proseguimento dei suoi studi di italiano e per il suo impegno in seno all'Associazione di amicizia Vietnam-Italia, mi è gradito farle pervenire migliori saluti
Giorgio Napolitano (a mano)
____________________________________
Professor Nguyen Van Hoan Ta Quang Buu, E1-307 HANOI
Vietnam

 

Il ricordo della dottoressa Sandra Scagliotti
NGUYEN VAN HOÀN. Ricordo di un Maestro

Una famiglia di letterati
Il mio primo incontro con il Professor Nguyen Van Hoàn avvenne verso la metà degli anni Ottanta, quando, dopo essermi laureata, mi recai in Viet Nam per perfezionare gli studi sulla storia e sulla cultura vietnamita. Ero la prima studentessa italiana che si recava per motivi di studio nel Paese - se si esclude l’esperienza del mio amico, il Prof. Mauro Salizzoni, che, qualche anno prima, si era specializzato sotto la guida dell’eminente epatologo Tôn That Tùng.

Al di là del prodigioso impegno professionale che egli profuse nella mia formazione, rimasi particolarmente colpita dall’accoglienza calorosa del Prof. Hoàn e di sua moglie, la signora Ðang Thanh Lê, a sua volta illustre letterata, erede di una vasta tradizione familiare umanista e figlia di uno fra i più amati e rispettati eruditi del Viet Nam, il Prof. Ðang Thai Mai[1], che fu, fra l'altro, mentore del giovane Võ Nguyen Giàp. Sin dal mio arrivo a Hà Noi, fui accolta come una figlia; gli stranieri allora, non potevano intrattenere relazioni troppo strette con i Vietnamiti, né frequentare le loro abitazioni e il Professore se ne doleva; tuttavia, con la Signora Lê, Hoàn veniva spesso in visita presso il collegio universitario dove ero alloggiata, apportando non solo libri ma “generi di conforto alimentare” e bibite - perfino lattine di Coca Cola, un ‘bene’ allora ritenuto di lusso in Viet Nam.
In seguito, col progredire delle politiche del Ðoi Moi e con l’allentarsi delle restrizioni imposte dalla tutela della sicurezza interna, fui più volte loro ospite e potei gustare la cucina vietnamita tradizionale, attraverso i manicaretti che, con straordinaria perizia, la Prof.ssa Lê preparava nella sua cucina; “per apprendere la cultura vietnamita, bisogna mangiare vietnamita - mi ripeteva -. Il cibo è ‘cultura materiale’, ha impatto storico e sociale e rappresenta molto più che un semplice mezzo di sostentamento”.

Nel corso delle nostre lezioni, con infinita pazienza, in omaggio alle mie origini, Hoàn mi spiegava il curioso caso per cui la Storia volle che il Viet Nam fosse il primo Paese del cosiddetto Estremo Oriente ad adottare la scrittura latina. “Il quoc ngu - diceva - può essere considerato come un felice risultato, una piccola gemma, frutto della collaborazione tra la cultura latina e quella vietnamita”. E, con somma grazia, descriveva le gesta del primo europeo che poté parlare fluentemente la lingua vietnamita, il religioso portoghese Francisco de Pina (1585-1625). Essendo Hoàn, innanzitutto un italianista, con orgoglio, nelle sue lezioni - che si tenevano all’Università, così come nei templi, nelle pagode o nei Ðình, ribadiva: “Il secondo europeo a parlare il vietnamita fu invece un italiano, il milanese Cristoforo Borri (1583-1632) che ci ha lasciato la Relatione della nuova missione delli P.P.della Compagnia di Gesù al Regno della Cocincina , stampata a Roma nel 1631” - e, aggiungeva - “questo illustre precedente dovrebbe destare la curiosità di quanti si apprestano ad avvicinarsi alla cultura e alla storia del Viet Nam. Qualche nozione di lingua è pur necessaria”. Io studiavo la Storia, la cultura e la letteratura del Viet Nam e non specificamente la linguistica e quello era il suo modo per infondermi coraggio, a fronte della mia ritrosia nei confronti della lingua autoctona.

L’insegnamento del Professor Hoàn, in quel mio primo soggiorno di studio e nei successivi – svolti periodicamente sino al 2005 -, tuttavia, non si limitava alla lingua e alla letteratura. Da lui appresi molte delle cose che ancor oggi, in Università, ripeto agli studenti, come ad esempio il fatto che la persistenza della lingua ha costituito uno dei fattori essenziali della preservazione della specificità culturale vietnamita, perseguita con tenacia e determinazione nel corso del tempo. È vero infatti che, nonostante i dieci secoli di dominazione cinese, la lingua vietnamita non solo conservò struttura grammaticale e vocabolario di base, ma continuò a evolversi: il lessico venne via via ad arricchirsi di nuove parole di origine cinese, in particolar modo nel campo della filosofia, della religione e, naturalmente, nel contesto dell’etica confuciana. Se oggi possiamo affermare che quasi il settanta per cento del lessico vietnamita contemporaneo ha origine cinese, è altresì necessario considerare che, sin dall’inizio della divulgazione linguistica, ai vocaboli di origine cinese veniva attribuita una pronuncia vietnamita; in altri termini, essi venivano “vietnamizzati”, cioè sottoposti a un costante processo di acquisizione, parallelo alla trasformazione e all’adeguamento alle caratteristiche culturali locali. Si tratta di un fenomeno che attraversa tutta la storia e la cultura del Viet Nam, variamente analizzato dai vietnamologi che molto insistono sulle attitudini di apertura di questo Paese nei confronti degli apporti culturali provenienti dall’esterno. Da questi primi rudimenti cominciai ad apprendere non solo le diversità fra la Cina e il Viet Nam; ottenni consapevolezza di come lo studio della storia moderna e contemporanea del Vi?t Nam fornisca strumenti utili per comprendere non solo la realtà vietnamita, ma anche il nostro presente e la complessità del mondo in cui viviamo. Come Hoàn ripeteva, del resto, “la lotta contro le sequele del pensiero coloniale è ancora troppo accesa per non restare vigili”.

Nguyen Van Hoàn e La Divina Commedia. L’avventura di una vita
Nguyen Van Hoàn, storico della letteratura italiana, amava ripetere che “la traduzione de La Divina Commedia in lingua vietnamita aveva costituito l’avventura di tutta la sua vita”. Certamente l’avventura più complessa ed entusiasmante. Con il Maestro, tuttavia, ho avuto il privilegio di condividere varie altre avventure, a partire dai primi anni Novanta, con il lancio di una Campagna per la raccolta di Libri in lingua italiana, confluiti dapprima presso l’Istituto di Letteratura e, in seguito, presso la Biblioteca Nazionale di Hà Noi. Tale progetto promosso dal Centro di Studi Vietnamiti e dall’Associazione Nazionale Italia-Viet Nam mirava a costituire, infatti, un primo scaffale di una Biblioteca di italianistica che il che raccolse pieno successo grazie anche alla partecipazione di istituti universitari, biblioteche e case editrici piemontesi e italiane, ma anche di numerosi privati.

Nel 1992, vi fu la partecipazione alla V Edizione del Salone del Libro di Torino, dove Hoàn tenne una conferenza su “La condizione degli Studi Universitari in Viet Nam” e, successivamente, presso l’Istituto Gramsci, alla Sala dell’Antico Macello di Po, illustrò la cultura e la letteratura vietnamita. Con Hoàn ci recammo poi insieme in viaggio a Parigi, per visitare il CID Viet Nam e incontrare gli amici dell’Associazione di Amicizia franco-vietnamita e lo scrittore e traduttore Phan Huy Ðuong.


Fra i successivi soggiorni del Professor Hoàn e della Signora Ðang Thanh Lê a Torino e nel corso della lunga attività che ho avuto il privilegio di svolgere insieme con loro, ricordo con emozione, nell’aprile 2001, un Convegno che organizzammo nel capoluogo piemontese: “La voce audace delle donne vietnamite. Poemi satirici, Ca Dao e... Ho Xuân Huong”, in presenza della Signora Lê, prima fra i relatori e con la partecipazione di Nguyen Van Hoàn e un altro grande indimenticato amico, Pino Tagliazucchi. Si trattò di un omaggio alla poesia popolare del Viet Nam e alla poetessa Ho Xuân Huong, ”ragazza terribile” delle lettere vietnamite. In quell’occasione presentammo altresì opere sul Viet Nam che erano appena state pubblicate: I Ca dao del Viet Nam (Milano2000, Obarrao), volume curato da Hoàn e Tagliazucchi; Tu cánh dong nho den trái tim the gioi -“Dalla vigna al cuore del mondo” -, (Hà Noi 2001, Nhà xuat ban Thanh Niên), saggio storico-sociale di Chiara Sasso, tradotto dal C.S.V. e I saggi sul Viet Nam (Torino 2001, Celid Universitaria), contenente articoli vari fra cui testi di Hoàn e altri autori vietnamiti. Quell'incontro ci fornì nel contempo l’opportunità di presentare alle istituzioni piemontesi e italiane e agli amici del Centro di Studi e dell’Associazione Nazionale Italia-Viet Nam un progetto che allora ci appariva tanto ambizioso quanto importante: la costituzione a Torino di una Biblioteca multimediale sul Viet Nam - patrocinata dall’Ambasciata della R.S del Viet Nam in Italia e dall’Università di Ha Noi - sulla base del materiale bibliografico e documentario già raccolto presso la sede del Centro di studi vietnamiti, nel contesto dell’esistente Centro di Documentazione sul Viet Nam, attivo sin dal 1989.
Nell’ottobre del 2002, accompagnai il Maestro a Ravenna; partecipammo al “Settembre Dantesco” che ospitava, come ogni anno, l’evento La Divina Commedia nel mondo/ Rassegna di letture internazionali; qui presentammo la prima versione vietnamita de ”L’Inferno” di Dante. La traduzione completa dell’opera del nostro poeta, all’epoca, non era ancora stata perfezionata, così, accanto alla nostra conversazione su “Dante in Viet Nam”, Hoàn lesse alcuni brani già tradotti in vietnamita. A lungo, in seguito, ricordammo quell'evento, che si era tenuto - diceva il Professore, “come in presenza del sommo toscano in persona”, poiché la conferenza si era svolta presso la Basilica di San Francesco, accanto alla tomba dell’Alighieri. Anche in quell’occasione, il Maestro seppe catturare l’attenzione del pubblico, con la sua abituale semplicità e spontaneità. Sui Quaderni Vietnamiti[2], pubblicazione del C.S.V., è raccolto il testo del suo intervento, dove accanto alla passione per il capolavoro italiano, risuona, come sempre, l’orgoglio vietnamita.

Scriveva Hoàn:
“Malgrado la sua vasta e profonda erudizione, Dante non avrebbe mai immaginato che il suo capolavoro, La Divina Commedia, si sarebbe propagato ben al di là del cosiddetto ‘Vicino’ Oriente, giungendo sino a quell’Oriente ‘Estremo’, laddove c’è oggi un piccolo Paese, il cui nome ai tempi del sommo poeta, ancora non esisteva sulla carta del mondo. Sette secoli dopo la sua morte, tuttavia, quel piccolo Paese sarà conosciuto per la sua eroica lotta per l’indipendenza. Per la circostanza storica della propagazione del cattolicesimo, a partire dal XVI e XVII secolo, questo Paese – fatto unico nell’Asia del Sud-est - possedeva una scrittura che utilizzava i caratteri latini per trascrivere la propria lingua e, a causa dell’amministrazione coloniale francese, dalla Prima Guerra mondiale in poi, possedeva una parte di intellettuali che potevano leggere direttamente Molière e Victor Hugo nel testo originale in francese. Questa parte di intellettuali leggerà la Divina Commedia nella sua traduzione francese. La Biblioteca Nazionale di Hà Noi conserva ancora la traduzione della Divina Commedia di Artaud de Montor, edita dai Garnier Fréres nel 1879. È un volume di seicento pagine, grande formato, bene impresso, che traduce tutte le tre parti della Divina Commedia, con note minuziose. A Hà Noi attualmente si possono trovare facilmente le traduzioni di Henri Longnon, André Pdzard e Jacqueline Risset.”[3]

Un debito di riconoscenza
Grazie al Professor Hoàn, ho avuto l’onore di incontrare grandi intellettuali del Viet Nam, come Nguyen Khac Vien e Huu Ngoc e conoscere studiosi francesi e internazionali con i quali, nel corso del tempo, ho intrattenuto proficui scambi e contatti di studio. Fra questi, il vietnamologo Charles Fourniau, al quale, così come per Hoàn, mi lega, un grande debito di riconoscenza. Diceva Hoàn: “Pensando al mio caro, vecchio amico Charles Fourniau, mi vengono in mente, ancor prima dei suoi meriti di studio e di ricerca, ricordi di amicizia. È precisamente cooperando nella ricerca storica che si è consolidata la nostra amicizia”.
Si erano incontrati la prima volta nel 1963, a casa di un comune amico, in Via Ho Xuân Huong al numero 8; concordarono che Hoàn avrebbe aiutato Charles nel reperire documenti vietnamiti relativi alla conquista francese; in cambio, Fourniau lo avrebbe aiutato nella pratica della lingua francese. Ricordava Hoàn: “Una particolare coincidenza fu molto utile ai lavori di ricerca di Charles: all’inizio del 1965, mentre i bombardamenti americani al Nord si intensificavano e la popolazione di Hà Noi si preparava all’evacuazione, la gente metteva in vendita sui marciapiedi tutti gli oggetti che non poteva portare con sé. Un giorno, tra alcuni vecchi libri, trovai un registro genealogico della famiglia Nguyen Quang Bích (1832-1890), redatto in caratteri cinesi dal suo figlio maggiore, Nguyen Quang Ðoan. Era un documento inedito e Charles poté utilizzarlo nella sua tesi del dottorato (1984)”.
Si trattava di un importante documento relativo al Can Vuong, movimento di resistenza dei patrioti vietnamiti in sostegno al re nella lotta contro la conquista coloniale (XIX secolo). Tuttavia, “più che dai documenti e dalle dotte lezioni di insigni docenti - mi diceva Hoàn -, Charles Fourniau, poté comprendere lo spirito che animava il Viet Nam, nella foresta, in un’aula scavata nel sottosuolo e protetta da un solo muro di terra, accanto a studenti che ascoltavano attenti, con il sottofondo degli spari di fucile”[4].
Durante la guerra, in quel rifugio sotterraneo, adibito a improvvisato auditorio, Charles comprese che il quieto popolo vietnamita “lottava fermamente contro le forze d’invasione più terribili del mondo moderno, nella certezza di un futuro vittorioso”.[5]

Da Nguyen Van Hoàn, Charles Fourniau, Nguyen Khac Vien e dalle parole dello stesso Võ Nguyen Giàp - cui Hoàn era legato da parentela e amicizia -, ho compreso che il popolo vietnamita ha insegnato al mondo non solo come si difende la propria dignità, ma anche come si possa non odiare i propri nemici e, anzi, nella conquistata libertà, assimilarne alcuni tratti di civiltà; da essi ho appreso il carattere, anche positivo, dell’incontro fra tradizioni culturali, dapprima estranee. Dall’ insegnamento di Nguyen Van Hoàn, ho tratto non soltanto i rudimenti della grande civiltà umanista e letteraria del Viet Nam, ma anche la mia educazione politica e morale.
Nell’immensa tristezza della perdita, voglio ricordarlo con una massima confuciana, tôn su trong dao”: Rispetta e onora i tuoi Maestri se vuoi onorare la tua professione...

Sandra Scagliotti
Medaglia dell’Ordine dell’Amicizia del Viet Nam
Console onorario R.S. Viet Nam
Presidente Centro di Studi Vietnamiti

NOTE
[1] Il Prof. Ðang Thai Mai fu per lungo tempo Presidente dell’Unione delle Lettere e delle Arti del Viet Nam e direttore dell’Istituto di Letteratura di Hà Noi.
[2] Sui Quaderni Vietnamiti, monografici di approccio storico e socio-culturale sul Viet Nam - , così come su Mekong - organo di stampa dell’Associazione Nazionale Italia-Viet Nam che, dal 1994 presenta informazione, contributi e testimonianze sui temi dell’ attualità vietnamita - si possono leggere vari interventi del Professor Hoàn.
[3] Cfr. NGUYEN VAN HOÀN, “Dante in Viet Nam. Problemi di comunicazione interculturale “, in SCAGLIOTTI SANDRA ( a cura di), Mercanti, soldati,genere e città. Frammenti di storia, tradizione e mutamento in Viet Nam/ Quaderni Vietnamiti, Anno II - numero 2, C.S.V.,Torino 2002, pagg.44-48.
[4] Cfr. NGUYEN VAN HOÀN, “Charles Fourniau. L’itinerario di uno storico francese, fedele amico del popolo vietnamita”, in SCAGLIOTTI SANDRA (A cura di), Percorsi Indocinesi. Uno Sguardo Diacronico fra storia, antropologia e arte./Quaderni Vietnamiti Anno III - Numero 3, C.S.V.,Torino 2004, pagg.47-50.
[5] Ibidem.