PERSONE  
 
   DA RICORDARE

 

IACHINI  FRANCO

7 gennaio 2011
E’ morto il compagno Franco Iachini.
Fu  artefice della riorganizzazione dell'Associazione Italia-Vietnam di Roma e del Lazio.
 

La grande forza e pazienza con la quale Franco Iachini affrontava la vita, fino all'ultimo respiro, nasceva da una grande passione, che era anche il suo metodo di lavoro, l'amore che aveva per lo studio, per la ricerca rigorosa della verità, della materiale possibilità di conoscere e trasformare le cose.

In questo il nocciolo duro del sue essere un comunista, un rivoluzionario. Veniva dalla scuola di quegli intellettuali organici che fecero grande il Pci, il movimento operaio e la democrazia in Italia come Lucio Lombardo Radice, Ludovico Geymonat, Gianni Rodari, Ambrogio Donini, di cui recentemente per la Federazione Romana del Prc e il Dipartimento nazionale Formazione aveva curato un DVD con una intervista al grande studioso delle religioni.

In ogni ambito della sua attività, a partire dal suo lavoro di insegnante di geografia, all'attività di militante e di dirigente politico e sindacale, fino alle ore liete ludiche, ricreative, al gioco allegro e formativo di genitore, sempre c'era spalancata la porta per la curiosità, per la ricerca.
Chi, durante qualche pausa in una delle frequenti riunioni che si svolgevano nel salone del suo appartamento in via degli Opimiani, si volgeva a osservare la sua ordinatissima biblioteca, di libri letti, studiati e conservati con la passione del bibliofilo, aveva svelato il segreto che lo rendeva così capace nelle lotte che dirigeva, sempre in prima fila da protagonista, di conservare anche nei momenti più difficili e concitati, la calma, la capacità di ragionare, di capire come meglio fare per vincere e portare a casa il risultato migliore.

C'era inoltre una tenacia più profonda, un amore per la sua umile terra molisana, una testardaggine contadina che solo dopo anni di permanenza nella capitale lo aveva reso capace di innestare un po' di umorismo e di senso dell'ironia al ceppo originario, rendendolo un compagno unico, di quelli che Brecht diceva che sono i più preziosi perché lottano fino all'ultimo e sanno anche farlo con allegria.

Così lo ricordiamo quando si batteva per salvare il Parco degli Acquedotti dalla speculazione, per mantenere pubblica la clinica Don Bosco, per organizzare le feste di "Liberazione", per evitare lo scioglimento del Pci e mantenere un carattere di classe e di massa a Rifondazione Comunista.

E davanti alla ruspe che volevano devastare il sottosuolo per fare i box privati davanti alla scuola "Damiano Chiesa" fronteggiare da solo l'escavatore e poi con l'aiuto di geologi e dei cittadini del suo quartiere riuscire a impedire quello scempio.

Studio e impegno in prima persona come sempre nella sua vita. Come quando nel 1998 passò l'estate intera a sistemare, pulire, riverniciare le aule della ex scuola "Montessori" di largo Spartaco per farne un centro sociale, una casa del popolo che nei pochi mesi di vita prima dello sgombro era riuscita a diventare uno dei pochi spazi associativi fruibili nel Decimo Municipio.

E infine il modo saggio e lungimirante col quale durante le fasi processuali spiegava al giovane fascista pentito che lo aveva accoltellato durante un attacchinaggio, l'aberrazione dell'ideologia che lo aveva plagiato. Franco non portava il distintivo dell'Anpi per vezzo sul risvolto della giacca, ma era uno degli animatori della rinascita dei circoli Anpi giovani di Roma.
Così come è stato uno degli artefici della riorganizzazione dell'associazione Italia-Vietnam di Roma e del Lazio.

Ci vorrebbe un intero numero di Liberazione per raccontare le infinite, molteplici e varie attività di Franco.
Saremmo dei matti se nei prossimi giorni, quelli che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di lottare insieme a lui non raccontassero quello che sanno e hanno potuto vedere e imparare.

Soprattutto, quello che ci ha insegnato combattendo coraggiosamente il male che lo aveva colpito: anche quando la sconfitta è certa, vale sempre la pena di lottare. Anche perché non si può mai sapere come va a finire.
Grazie, Franco!
 

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Immagini dell'incontro
ENEA - Ambasciata del VIET NAM
organizzato da Franco

Ringraziamo il compagno Luigi Benvenuti per le sue parole che ci hanno fatto conoscere alcuni aspetti della vita e delle passioni di Franco Iachini.  Ci auguriamo che l'impegno profuso nella vita sociale, nell'insegnamento e nella politica, possa essere una fonte di luce per quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato.