VENEZIA
"FESTIVAL DEL CINEMA VIETNAMITA"


Dal 12 al 16 di ottobre 1998, nella splendida città di Venezia, ha avuto luogo l'insolito avvenimento del "Festival del cinema vietnamita".
L'iniziativa è stata promossa dalla Sezione Veneta dell'Associazione Italia-Viet Nam, presieduta dal signor Renato Darsié del Comitato Veneto dell'Associazione Italia-Viet Nam, e dal Sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il quale ha accolto la proposta del signor Darsié ritenendola congrua al suo nuovo progetto di "aprire una finestra sulla cultura dei paesi in via di sviluppo" attraverso varie manifestazioni culturali, tra cui, al primo posto, il cinema.
Per l'occasione è stata invitata una delegazione dal Viet Nam, composta dal capo del Dipartimento del Cinema del Viet Nam, Luu Trong Hong, il capo dell'ufficio delle Relazioni Internazionali del Dipartimento del Cinema, Do Duy Anh, uno dei migliori registi odierni, Luu Trong Ninh, l'attrice Lan Huong, protagonista di uno dei film in rassegna nonché la più premiata ed ammirata nel paese, e, all'inaugurazione del Festival sono stati presenti anche l'ambasciatore vietnamita Tran Minh Quoc ed il primo segretario Dang Khan Thoai.
È stata la prima volta che il Cinema vietnamita ha avuto la possibilità di presentarsi al pubblico italiano,- ad eccezione di un piccolo ma significativo evento torinese : il Museo Nazionale del Cinema aveva ospitato la registra Viet Linh e presentato il suo film "Il circo ambulante"- ed il fatto che tale iniziativa abbia avuto luogo proprio nella città di Venezia, conosciuta in tutto il mondo come città d'arte e di cultura e famosa per il suo Festival Internazionale del Cinema, ha lusingato molto la delegazione ospite che ha ritenuto questo incontro di buon auspicio per la diffusione sul mercato internazionale del cinema vietnamita.
La manifestazione è consistita nella presentazione di 10 lungometraggi, quasi tutti sulla guerra, racchiusi nel ciclo intitolato "Sguardo sul Viet Nam", e le proiezioni hanno avuto luogo principalmente nel Cinema dell'Accademia di Venezia, con serate particolari nel Cinema Lux di Padova e nel Cinema Edera di Treviso.
Alla fine di ogni serata, dopo la proiezione dei film, la delegazione vietnamita incontrava il pubblico per rispondere alle loro curiosità ed accogliere i loro commenti; il pubblico non era numeroso ma molto interessato, perché consapevole di vedere per la prima volta, la guerra del Viet Nam descritta dai vietnamiti e non dal solito cinema occidentale pro o contro gli americani.
A parte la difficoltà di comprendere tutto a causa della lingua, tutti sono stati d'accordo sulla semplicità e poesia dei film presentati, per gli aspetti umani sottolineati, per le relazioni interpersonali e le usanze vietnamite mai conosciute, e per le immagini dei paesaggi naturali.
Molte son state le domande rivolte alla delegazioni a partire da quelle riguardanti i singoli film a quelle sul cinema vietnamita in generale e a quelle riguardanti la nuova politica del Viet Nam, ossia la situazione attuale le prospettive sul futuro.
Per quanto riguarda l'argomento "cinema'', il pubblico ha avuto risposte adeguate e pertinenti sulla situazione passata e presente, attraverso domande e risposte soprattutto quelle del capo del Dipartimento Luu Trong Hong e del regista Luu Trong Ninh.
Il cinema vietnamita è molto giovane. Esso è nato e si è sviluppato durante le due guerre, quella contro i francesi e quella contro gli americani. Iniziò con i film documentari con una produzione di circa 10 film ogni anno, i quali ebbero la precisa funzione di attirare l’attenzione e l’appoggio della popolazione interna ed internazionale alla causa della Liberazione.
Il primo lungometraggio è stato realizzato nel 1959 e gradualmente la produzione è aumentata a circa 30-35 lungometraggi all’anno, 50-60 film in videocassette, 20-25 film documentali, circa 10 cartoni animati, con partecipazioni regolari ai Festival del Cinema organizzati in Russia, in Germania e in Francia.
Fino alla fine degli anni 70, prima della fondazione dell'Istituto d'arte a Cao Dang, la formazione di attori e registi avveniva presso scuole russe o di altri paesi socialisti dell'Europa dell'Est.
Il cinema vietnamita attuale, tuttavia, secondo il regista Ninh, ha delle caratteristiche molto simili al neorealismo italiano degli anni ' 70, in particolare quello del regista Federico Fellini. Il motivo principale di questa caratteristica, sempre secondo il regista, è perché la produzione cinematografica del Viet Nam si basa su argomenti storici e di vita quotidiana, ed ha come scopo principale quello di formare la coscienza del popolo, soprattutto dei giovani; esso quindi non può e non deve scostarsi dalla realtà per non rischiare di allontanarsi dalla gente.
Fino al 1986 tutta la produzione cinematografica era finanziata dallo Stato. Le autorità statali decidevano l'argomento o il messaggio da trasmettere ed in base ad essi si scrivevano sceneggiature e sì producevano i film.
Quasi tutta la produzione di questi anni parlava della lotta di Liberazione e dell'ideologia Leninista-Marxista e di Ho Chi Minh, esaltando figure eroiche del passato (recente), per far conoscere ai giovani la storia e per ricordare loro quali sono i valori da rispettare.
Dal 1986 il Governo ha abolito gradualmente il sistema di finanziamento centralizzato anche per l'industria cinematografica (ad eccezione dei film documentar! e di quelli per ragazzi), e, anche se ufficialmente non esistono compagnie private di produzione e di distribuzione, attualmente il 20% della produzione filmica è finanziata da fondi privati. In seguito a questo cambiamento anche argomenti nuovi sono stati introdotti e un numero sempre maggiore di pellicole che parlano di argomenti diversi dalla guerra vengono prodotte ogni anno, anche se i film sulla guerra non sono ancora usciti di scena.
Le produzioni non direttamente controllate dallo Stato, oppure importate, prima della diffusione, devono essere esaminate dalla Commissione di censura, e, afferma il capo del Dipartimento, le censure più frequenti sono quelle di violenza e le scene troppo "osé", ritenute diseducative per il pubblico, soprattutto quello giovanile.
Il cinema vietnamita, nonostante il cambiamento del Doi Moi, sta attraversando notevoli difficoltà poiché, oltre alla concorrenza dei film stranieri importati in videocassette, ufficialmente o clandestinamente, il suo sistema di diffusione è antiquato ed insoddisfacente (l'unico punto favorevole è la nascita di circa 500 cinema itineranti, che hanno permesso le popolazioni delle zone disagiate di avvicinarsi, per la prima volta, al grande schermo), e, il capo del Dipartimento ed il regista denunciano, il livello tecnologico della produzione è troppo basso rispetto agli standard internazionali, penalizzando la diffusione all'estero (su quest'ultimo aspetto alcuni presenti sono stati contrari affermando che la produzione vietnamita potrebbe essere difficilmente diffusa all'estero perché troppo propagandistica ed altri affermando che per essere commercializzato il cinema vietnamita avrebbe bisogno solo di un migliore sistema di marketing).
Oltre agli incontri con il pubblico, la delegazione è stata ricevuta anche dalla Giunta Comunale di Treviso e dal Sindaco di Abano Tenne, e sono state affrontate proposte di altri scambi culturali (forse un'altra settimana del Cinema Vietnamita ad Abano Tenne ed una settimana del Cinema Italiano ad Hanoi), e di sovvenzioni affinché il cinema vietnamita possa recuperare i suoi ritardi tecnologici, pubblicizzare di più i suoi prodotti, e possa entrare nel mercato internazionale affrontando la concorrenza di altri paesi.
Thanh (
Mekong Numero 10 - Inverno 1998 Primavera 1999)