Rotta: 17° Parallelo
Dal porto di Genova una nave carica di Pace. Destinazione Viet Nam
 


Il 17 novembre 1973 salpò da Genova una nave carica di aiuti per il popolo vietnamita vittima della guerra.
Fu un'iniziativa dei portuali genovesi che, sull'onda di una contestazione di dimensioni planetarie a quell'evento bellico, produsse una straordinaria gara di solidarietà.
Questo libro vuole contribuire a mantenere la memoria di questo viaggio compiuto tanti anni fa che conduce oggi come allora il lettore attraverso la guerra, ogni guerra di ogni tipo e di ogni tempo.
Il viaggio della nave genovese diventa paradigma di quanto di buono e coraggiosamente fuori dagli schemi è in grado di fare l'uomo quando a muovere le sue azioni è il pensiero per altri esseri umani.
Ci imbarchiamo sulla M/N "Australe", nobile carretta del mare, verso quel 17° parallelo che ragioni politiche volevano fosse il confine che spezzava in due il Viet Nam.
Ma il viaggio che si compie con questo libro supera la guerra e ci porta a percorrere le strade odierne di questo splendido paese, ormai ambita e tranquilla meta turistica.
Una ricchissima iconografia accompagna il lettore in questo percorso: dalle immagini drammatiche del Museo della Guerra a quelle storiche dell'Australe alla vita di tutti i giorni in un Viet Nam rinato alla vita.
 



Saluto di Nguyen Van Nam - Ambasciatore della Repubblica Socilaista del Viet Nam in Italia
Presentazione di Claudio Burlando - Presidente della Regione Liguria

la Repubblica - 20 dicenbre 2008 - Raffaele Niri
Il secolo XIX - 22 dicembre 2008 - R.C.

presentazione ufficiale   lunedì 22 dicembre 2008 - ore 16.00
salone della regione liguria - piazza de ferrari  -  genova


 

Donata Bonometti è giornalista de Il Secolo XIX di Genova dove lavora come cronista occupandosi soprattutto di scuola, di minori, del mondo della solidarietà e del terzo settore.
Ma avendo svolto, appena arrivata a Genova negli anni Ottanta, la mansione di redattore del porto (proprio lei che arrivava dalle nebbie della vai Padana...) ha un legame inossidabile con quell'ambiente. Che non hai mai smesso di osservare e descrivere sul giornale.

Luciano Sossai, portuale della Compagnia Unica Lavoratori del Porto, oramai in pensione da anni, non ha potuto (ne voluto) lasciare quel posto. E ogni mattina si reca in Compagnia dove ha l'incarico di presidente del circolo ricreativo Luigi Rum-Compagnia Unica. Oltre alla importante carica che ricopre all'interno dell'Associazione Nazionale Italia-Vietnam. (www.italia-vietnam.it)
 

Nell'anno 1973 partiva da Genova alla volta del Viet Nam, la m/n "AUSTRALE" della Cooperativa GARIBALDI. Il suo carico di aiuti e di speranze raggiunse, faticosamente, il porto di Hai Phong, il cui estuario era ancora minato.

Oggi 2008, la m/n "ALLEGRA" della Costa Crociere farà ripercorrere ai nuovi navigatori lo stesso percorso, da Singapore ad Ha Long, in un nuovo Viet Nam.


Numero Speciale del mese di Novembre 1973
NOTIZIARIO
DELLA COMPAGNIA UNICA LAVORATORI
DELLE MERCI VARIE DEL PORTO DI GENOVA
in occasione della partenza della
M/n "AUSTRALE"
carica degli aiuti italiani per il popolo vietnamita

Anno 2008
pagina pubblicitaria di Costa Crociere
che pubblicizza una Crociera nel
Mar Cinese Meridionale
nella quale vengono toccate le meravigliose coste del Viet Nam
con sbarco a
Saigon e Da Nang

SALUTO di Nguyen Van Nam Ambasciatore della Repubblica Socialista del Viet Nam in Italia

L'immagine della nave Australe che nel 1973 partiva dal porto di Genova per trasportare gli aiuti del popolo italiano al popolo del Viet Nam, che era in piena lotta contro l'aggressione americana per la propria indipendenza e la libertà rimane e rimarrà per sempre nei cuori di milioni e milioni di vietnamiti.

Quel viaggio della nave e il suo equipaggio composto da marinai della Cooperativa Garibaldi - Comandante Giulio Cesare Calamanni - e accompagnato da Luciano Sossai, per conto dell'Associazione Nazionale d'Amicizia Italia-Viet Nam, fu un simbolo della solidarietà internazionale del popolo italiano, delle sue forze politiche progressiste verso i popoli che lottano per il proprio destino, propria identità e libertà.

Sono particolarmente felice di testimoniare oggi la pubblicazione del libro che racconta di quel viaggio eroico che
l'equipaggio dell'Australe ha compiuto dopo aver attraversato decine di migliaia chilometri di mare e superato molteplici pericoli per la loro vita. L'obiettivo dell'equipaggio era semplice ma nello stesso tempo particolarmente nobile vale a dire quello di portare quei preziosi aiuti, ivi compreso anche il sangue donato da tanti italiani al popolo vietnamita che combatteva a testa alta per la propria liberazione, indipendenza e libertà.

Con il loro viaggio i lavoratori portuali di Genova riuniti nella Compagnia Unica hanno dimostrato di essere disposti ad accettare sfide e pericoli rischiando anche la loro vita par essere a fianco ai loro colleghi - operai portuali di Hai Phong - ed all'intero popolo vietnamita che in quel momento dovevano lavorare e combattere quotidianamente sotto continui bombardamenti americani portando a loro quel carico di grande solidarietà.

L'approdo della nave Australe ai moli del porto, quasi totalmente minato, di Hai Phong, la presenza dei marittimi e operai portuali di Genova ad Hai Phong in quei drammatici giorni di guerra, rappresentarono davvero la volontà invincibile dei popoli combattenti per la pace e giustizia nel mondo.
E infatti proprio la solidarietà del popolo italiano e dei popoli amanti della pace e della giustizia in tutto il mondo è stata uno dei fattori fondamentali della gloriosa vittoria del popolo vietnamita sia nella sua lunga resistenza per la libertà e liberazione nazionale nel passato che nell'opera di ricostruzione e di sviluppo del paese oggi. Sono convinto che la solidarietà degli operai e lavoratori portuali genovesi conserva tutt'oggi la sua validità e significato e ci insegna che con la solidarietà si possono vincere tutte le prove anche quelle più dure come la guerra!

Ma il Viet Nam non è solo una storia di guerra. C'è un altro Viet Nam. Un Viet Nam che è il punto d'incontro di tante e diverse religioni e culture, un Viet Nam di ricchissime tradizioni culturali e storiche, un Viet Nam che dopo tante sofferenze e distruzioni sa trarre dalla sue profonde tradizioni culturali e morali quella grande forza per andare verso la prosperità, la pace e la fratellanza con altri popoli con suo instancabile impegno e ottimismo.

Il Viet Nam di oggi è un paese di 86 milioni di abitanti impegnato in una dinamica fase di sviluppo e trasformazione e un paese che si sta impegnando attivamente nel processo di integrazione e di cooperazione regionale ed internazionale. Infatti l'economia del paese cresce con un ritmo medio annuo da 7,5 a 8,5% nell'ultimo decennio e si prevede che il PIL del paese continuerà a crescere con il ritmo di 8-8,5% nei prossimi 5 anni. E con lo sviluppo economico il tenore della vita della popolazione ha registrato un continuo miglioramento.

Il livello della scolarizzazione è tra i più alti nel mondo. Il numero delle famiglie che vivono sotto la soglia della povertà è ridotta dal 58% nel 2000 al 17% nel 2005 e sarà ulteriormente ridotto all'11% nel 2010.

E non solo i successi economici e sociali, il Viet Nam oggi è un paese di pace e un partner sicuro e potenziale di cooperazione con tanti altri stati e nazioni nel mondo e in questi ultimi anni ha ristabilito e sviluppato rapporti di cooperazione economica, commerciale e politica con circa 160 paesi e territori del mondo.
Il Viet Nam oggi fa parte del processo dell'integrazione regionale nel Sud - Est asiatico che è l'organizzazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico - ASEAN, del forum di cooperazione Europa -Asia (ASEM), dell'APEC e OMC.

Il Viet Nam è stato di recente eletto membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU per il periodo 2008-2009. L'elezione del paese al Consiglio di Sicurezza dell'ONU rappresenta una nuova opportunità per il Viet Nam di lavorare insieme con la comunità internazionale per la pace e stabilità nel mondo e dimostra il grandissimo prestigio che il paese gode oggi nella comunità internazionale.

Sono convinto che tutto quello che il Viet Nam ha potuto conseguire in questi ultimi anni sia nel campo di sviluppo economico-sociale e sul piano internazionale dimostra che esso sa di essere sempre fedele e degno della grande solidarietà e dell'amicizia del popolo italiano e degli altri popoli nel mondo.

Colgo questa occasione per esprimere un sincero ringraziamento al Presidente della Giunta Regionale Signor Claudio Burlando per il suo patrocinio e prezioso appoggio alla pubblicazione del libro sulla nave di solidarietà Australe, al Presidente del Comitato Genovese di Amicizia Italia - Viet Nam Sig. Luciano Sossai e al suo segretario e compagno Sig. Sergio Bertorello, alla Compagnia Unica dei lavoratori portuali per il loro valido contributo affinché il progetto del libro sulla nave Australe possa essere realizzato.
Desidero inoltre inviare un particolare ringraziamento alla Dott.ssa Donata Bonometti giornalista de "Il Secolo XIX" di Genova per la sua pazienza e determinazione nella realizzazione del libro che rappresenta una bellissima testimonianza della grande solidarietà e della grande generosità e coraggio dei lavoratori portuali genovesi.

Porgo infine un caloroso saluto a tutti i lettori del libro e sono convinto che potranno trovare nel libro un valore fondamentale che è rappresentata dalla solidarietà tra i popoli.
 


PRESENTAZIONE di Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria

Mi fa molto piacere introdurre alla lettura di questa bella storia di generosa solidarietà.
Ricordo una mattina nella sede della "Compagnia Unica dei lavoratori delle merci varie", non molto tempo fa, una discussione, anzi una rievocazione, da parte dell'ambasciatore del Vietnam e di Luciano Sossai: era con noi anche Donata Bonometti. Ero stato testimone di una rievocazione molto ricca di colori, sentimenti, aneddoti: come fu che i portuali genovesi - correva l'anno 1973 - avevano deciso di riempire una nave di ogni sorta di beni destinati al popolo che, laggiù in Asia, stava combattendo una battaglia durissima per la propria indipendenza e la propria libertà. Alla fine di quella chiacchierata molto istruttiva e commovente mi era venuto spontaneo dire: ma perché non lo scrivete questo racconto? Sono grato dunque a Donata, che con la sua intensa scrittura ha reso possibile quell'auspicio, realizzando il libro che ora avete in mano. E sono grato, naturalmente, a tutti coloro che hanno collaborato a questo piccolo ma a mio avviso molto importante progetto editoriale.

Sì, questa storia andava raccontata. È la testimonianza dell'intensità di una passione politica che i portuali genovesi incarnano, non solo sul fronte della solidarietà internazionale, ma che in quel frangente aveva assunto pienamente tutti i contenuti di un impegno straordinario e profondamente originale. Fatto di una miscela del tutto particolare: la competenza professionale, la dignità del lavoro, la vocazione per ogni causa di libertà.

L'idea di spedire in Vietnam una nave di aiuti era già di per sé una sfida di grande difficoltà. Non si trattava solo di trovare, grazie a un moto di solidarietà che si moltiplicò ben al di là della comunità portuale che aveva promosso il progetto, i beni da far giungere a quel popolo in lotta. Bisognava caricare la nave - e questo era forse il compito più facile per gli espertissimi lavoratori della Compagnia - ma soprattutto si doveva poi guidarla in
un teatro di guerra, con tutti i rischi che ciò comportava. E infatti leggerete come non fu affatto semplice trovare l'equipaggio disponibile a questa avventura - ovviamente su base volontaria - e come gli stessi "camalli" che credevano in quella missione avessero accettato di farsi anche marinai per assicurare il successo dell'iniziativa.

Dunque una vicenda nata da una passione democratica assume anche i contorni di una avventura di mare. Rievocare questa storia, tenendosi distanti da ogni retorica fuori luogo, acquista senso di fronte alla realtà del Vietnam di oggi, un paese che sta conoscendo una notevole fase di crescita, agganciata al trend fortissimo di sviluppo di queste aree del Lontano Oriente, con i giganti di Cina e India divenuti le più potenti locomotive del mondo.

Ero stato in visita in Vietnam nel '97. Un'esperienza toccante. Ricordo la bellezza delle architetture coloniali di Hanoi, la presenza nella città di una natura lussureggiante, incontaminata. Il Vietnam faticava ancora, però, a ingranare la marcia dello sviluppo. È passata una decina d'anni, e il paese che si era liberato trent'anni fa - evocando l'immagine di un Davide che vince il gigante Golia - ora partecipa di uno sviluppo che allora era francamente inimmaginabile.

Coltivare la memoria diventa allora un esercizio indispensabile. Genova sta infittendo le proprie relazioni economiche e culturali con i paesi asiatici. Abbiamo anzi l'ambizione di diventare la principale porta mediterranea, aperta verso l'Europa, per il transito dei traffici in entrata dal Far East e di quelli in uscita verso le nuove capacità di consumo di popolazioni che, pur tra tante drammatiche disuguaglianze e contraddizioni, si stanno affrancando dalla povertà.

Lo scambio delle merci e i reciproci vantaggi economici vogliamo che siamo accompagnati dalla capacità di riconoscere i sentimenti, le idee, le storie degli uomini e delle donne che sono protagonisti di queste nuove occasioni di incontro. Oggi come e più di ieri.
 

RAFFAELE NIRI – La Repubblica – Genova - Sabato 20 dicembre 2008

“Giap, Giap Ho chi Min” oppure un lunghissimo, un po' "portuale" oooooo, molto prolungato, che poi finiva con un improvviso "cimin".
Difficilmente chi ha fatto politica a Genova all'inizio degli anni Settanta riesce a non accomunare concetti apparentemente distanti, come "Vietnam" e "portuali".
Sono passati trentacinque anni esatti da quando, dal porto di Genova, partì una nave carica di aiuti per il popolo vietnamita, vittima della guerra. Era il 17 novem-bre 1973 e quella data Luciano Sossai - portuale della CULMV, da tantissimi anni in pensione, oggi presidente del Circolo Ricreativo Luigi Rum www.circololuigirum.genova.it  e importante dirigente dell'Associazione Italia- Vietnam - se la ricorda bene.
E si ricorda bene quel nome terribile, "Agente Arancio”, dato in codice dall'esercito Usa ad un defoliante incolore contenente diossina: veniva lanciato dagli aerei americani per bloccare i movimenti dei vietcong nella giungla. Ovviamente "Agente Arancio" colpiva, indiscriminatamente, vietcong e bambini. Gli stessi americani ne vennero contagiati.
E non è un caso se, sulla Motonave “Australe”, nobile carretta del mare in partenza quel 17 novembre 1973 alla volta del diciassettesimo parallelo, ci fossero moltissimi scatoloni con giocattoli e materiale didattico. Come non è un caso quella agghiacciante somiglianza tra le foto dei bambini vietnamiti e quelli di qualche anno dopo, a Seveso: sempre diossina, sempre bambini.
Si chiama proprio così "Rotta: 17° Parallelo” il libro appena edito dalla ERGA Edizioni (il costo è politico, meno di otto euro, grazie ad un generoso sostegno di Coop Liguria, che ha creduto nell'iniziativa) e scritto dalla giornalista Donata Bonometti e da Luciano Sossai, che guidò l'impresa.
Un libro (già sui banconi, una piccola "strenna politica" che si avvale di due scritti importanti: Pietro Tarallo racconta il Vietnam trent'anni dopo e Giorgio Richetti i suoi appunti di viaggio.
Poi tantissime foto, di allora e di oggi: c'è un giovane Giovanni Agosti, allora console della Compagnia Unica, che si accomiata dalla delegazione dei portuali in partenza, c'è il lenzuolo artigianale naif ("L'equipaggio saluta il popolo vietnamita"), c'è il generale Giap (che è ancora vivo: ha 96 anni) che riceve i portuali genovesi nel suo salotto un po' borghese, ci sono i volantini di allora ("Con il Vietnam, il Laos e la Cambogia per la vittoria finale") e i ritagli dei giornali ("Oggi tutti a Piccapietra per salutare la partenza della nave dell’amicizia con il popolo del Viet¬nam").
Il libro verrà presentato lunedì, alle 16,30, nell’Auditorium della Regione Liguria a De Ferrari da Claudio Burlando, figlio di portuale, uno dei ragazzi che in quegli anni gridavano "Creiamo due, tre, molti Vietnam", alla presenza degli autori e di rappresentanti vietnamiti.
Racconta Donata Bonometti: «Ero alla Chiamata, per un servizio per il giornale e alcuni anziani portuali mi raccontarono questa storia della nave caricata dai portuali di ogni ben di dio e partita con un equipaggio tutto genovese. Allora non c'era internet, non si viaggiava in rete, eppure si riusciva a stare a fianco delle popolazioni le più lontane chiamando a raccolta le proprie forze interiori di solidarietà». Bonometti ha raccolto la passione e l'ha trasferita - da ottimo cronista su carta: al lettore sembra di essere lì, quando a Ponte Canepa si sbaglia manovra e la nave finisce contro la banchina.
Qualche giorno dopo partirà, per un'operazione costata mezzo miliardo di lire. Tutti sulle spalle dei portuali.

Per saperne di più: www.erga.it   www.regione.liguria.it  http://guerravietnam.blogspot.com/ 

 

Iniziativa benefica  Diventa un libro la storia della nave “umanitaria” che salpò 35 anni fa.

 Sulla rotta dell’amicizia da Genova fino al Viet Nam
TRENTACINQUE anni fa, nell'autunno del 1973 salpava da Genova una nave-carretta, l'Australe, carica di tonnellate di materiale per la popolazione del Vietnam, allora in guerra, preceduta e accompagnata da una par­tecipazione della città assolutamente avvolgente: alcuni mesi prima, a Natale, i portuali della CULMV avevano boicottato le navi americane, che erano attraccate in porto senza mairiuscire a scaricare e ripartite con i container (carichi di armi?) con volantini contro la guerra che i portuali infilavano ovunque. «Salivamo come gatti in cima ai container» raccontano. In seguito avevano riempito le piazze per richiamare l'attenzione sui bombardamenti che in Vietnam infierivano sui civili. Piazze molto calde, nono­stante il freddo livido.

In collegamento con gli operai della pianura padana, in particolar modo dell'Emilia, i portuali formarono il Comitato per la pace nel Vietnam, che raccolse materiale per la popolazione in guerra. Tra la gente di mare e di terra fu una gara. I portuali stivarono il materiale in questa nave carretta con il lavoro volontario delle loro braccia, infilando nella pancia della nave ogni ben di dio: dai trattori agli ospedali da campo, alle scuole prefab­bricate, dai medicinali ai quaderni, dai vestiti alle automobili. Fino a che una famigliola, al momento della partenza arrivò di corsa con una 500 carica di giocattoli e il papà con le chiavi in mano. Disse a Luciano Sossai: portatela laggiù, servirà. Tornarono a casa a piedi.

Luciano Sossai era il portuale scelto dalla Compagnia Unica e dall'allora console Giovanni Agosti per portare : l'Australe in Viet Nam. Equipaggio raccogliticcio, viaggio terribile, acque infestate, da serpenti velenosi, i cosiddetti "settepassi" che dopo   averti morsicato, ti uccidevano appunto sette passi dopo. Pirati, turbolenze, monsoni.

Arrivarono nella baia di Hai Phong il 9 gennaio del 1974, dopo aver percorso 13 mila miglia e lì, al momento stesso dello sbarco si instaurò, un sodalizio fra Genova e il Vietnam che diede origine ad un legame amoroso sempre vivo di scambi, l'Associazione Italia Vietnam di cui il portuale Sossai è uno dei portavoce nazionali, ma anche amicizie importanti, durature.

Come l'affetto fraterno di Sossai con il mitico generale Giap, quasi cente-nario, la presenza, spesso al San Mar­tino di Genova, di uno dei migliori me­dici agopuntori del mondo, il profes-sor Nguyen Tai Thu, e di ambasciatori rappresentanti, e di politici vietnamiti spesso nel capoluogo ligure. Come dimenticare?

Quella nave fu la rotta della generosità della città, dei portuali che prestarono il loro lavoro, seguendo la scia della compassione verso le popolazioni civili orribilmente decimate dalla fame, dalla guerra, sfigurate o uc­cise dai diserbanti, torturate nei modi più indicibili come la giovane donna stuprata con i serpenti.

Diari di bordo, reportage fotografici disegni di bambini, documenti ri­costruiscono quell'epopea che Luciano Sossai oggi portuale della CULMV in pensione, presidente del Circolo Rum, ha raccontato a Donata Bono-metti, giornalista delSeeolo XIX. Ne è nato un libro, edito da Erga, che verrà presentato oggi pomeriggio alle 16,30 in Regione in piazza De Ferrari, alla presenza del presidente Claudio Bur­lando che ha voluto patrocinare que­sto libro e ne ha favorito la pubblicazione, coinvolgendo la Coop Liguria.

Scritto soprattutto per i più giovani, perché conoscano e non dimentichino. Perché sappiano che pace e solidarietà erano parole già praticate dai portuali e dai genovesi tutti.

Il libro si avvale anche dei contributi di Pietro Tarallo e Giorgio Richetti sui Viet Nam di oggi.
RC.