LIBRI      SUL  VIETNAM
 

Lettera dal Vietnam

 
Romanzo picaresco, meditazione sull'invenzione delle identità e ambivalenza, thril­er, testo satirico sull'industria culturale americana e sui tic dei grandi registi e attori di Hollywood, testimonianza di guerra e affermazione dell'importanza delle amicizie; è tutto questo e molto di più "II simpatizzante" di Viet Thanh Nguyen (traduzione dall'inglese di Luca Briasco; Neri Pozza).
 

L'autore, nato in Vietnam nel 1971, lasciò il Paese natio a seguito dei genitori, quando Saigon nel 1975 cadde nelle mani dei Vietcong e delle truppe del generale Giap e approdò in America.

Insegna all'Università del North Carolina. Con "II simpatizzante" ha vinto il Pulitzer quest'anno. Il libro è un romanzo mondo, con rimandi a una vastissima letteratura: da Conrad a Le Carré a Graham Green.

Il protagonista, figlio di un prete francese e di una donna semianalfabeta vietnamita, narra, sotto forma dì lettera confessione, la sua biografia. Lui è una spia, un doppiogiochista, un agente del Vietnam del Nord impiantato nelle forze di polizia del regime del Sud. Il racconto parte dalla drammatica e grottesca evacuazione degli americani e dei loro collaboratori dalla capitale nel '75 (e sono pagine notevoli); per proseguire con la storia dell'ambientazione in America; e finisce con un colpo di teatro che non verrà svelato.

"Il simpatizzante", divertente, ben scritto e molto bene tradotto, va letto perché racconta la guerra del Vietnam non dal punto di vista degli americani, ma dei vietnamiti. Ed è affascinante, nel suo crudo disincanto.

Wlodek Goldkorn – L’Espresso  -  18 Dicembre 2016

 

 

I libri che hanno vinto i Pulitzer 2016

Parlano della guerra in Vietnam, dell'ISIS e del surf

Il 18 aprile sono stati assegnati i premi Pulitzer 2016: quest’anno ricorre il centenario dei premi, che furono consegnati – per le sole categorie Reporting, Editorial Writing, History e Biography – per la prima volta nel 1917 grazie al lascito del giornalista ed editore ungherese-americano Joseph Pulitzer alla Columbia University di New York. Nel tempo le categorie sono aumentate e ora interessano non solo lavori di giornalismo, ma anche opere di narrativa, di teatro, musicali o saggi.

Le sei categorie che premiano opere letterarie e teatrali sono: Fiction (cioè narrativa, vengono premiati romanzi ma anche raccolte di racconti), Drama (cioè opere teatrali), History (cioè saggi di storia), Biography or Autobiography (cioè saggi biografici o autobiografici), Poetry (cioè raccolte di poesia) e General Non-Fiction (ovvero saggistica di diversi temi).

 

 

Alcuni Pulitzer 2016Vincitore del premio Pulitzer Fiction è The Sympathizer dello scrittore vietnamita-americano Viet Thanh Nguyen; è il suo romanzo d’esordio e non è stato ancora tradotto in italiano. 

The Sympathizer inizia nel 1975 a Saigon, rinominata Ho Chi Minh alla fine della Guerra del Vietnam. Il protagonista del romanzo, che non viene mai nominato, è un simpatizzante dei comunisti che poco prima della fine della guerra fugge a Los Angeles come infiltrato in un gruppo di sudvietnamiti (alleati degli americani durante il conflitto) per spiarli; figlio di un francese che lo ha trascurato e di una vietnamita povera, prima della guerra il protagonista aveva studiato negli Stati Uniti, dove si era avvicinato alle idee comuniste. 

The Sympathizer è una storia di spionaggio, ma anche un romanzo storico che racconta cosa ha significato la Guerra del Vietnam e cosa ne è rimasto grazie a film e opere letterarie. I critici hanno apprezzato questo romanzo anche per il suo aspetto satirico: il registro di The Sympathizer infatti è quello dello humour nero. Nel corso della storia il protagonista si ritrova a dover fare i conti tra due identità diverse, finisce per fare da complice in alcuni omicidi e a lavorare per un film di Hollywood molto simile ad Apocalypse Now.

Anche i genitori di Viet Thanh Nguyen fuggirono dal Vietnam nel 1975; lo scrittore passò i primi tre anni di vita in un campo profughi a Fort Indiantown Gap, in Pennsyvlania, e poi fu separato dai suoi famigliari per vivere con una famiglia affidataria per un periodo. Ha studiato a lungo la guerra in Vietnam, cercando di capire com’è stato raccontato nel tempo e come oggi viene visto e ricordato. Sullo stesso tema ha scritto anche Nothing ever diesun saggio uscito due settimane fa: sostiene entrambe le parti che partecipano a un conflitto abbiano dei torti e racconta come oggi i vietnamiti siano riluttanti ad ammettere i crimini commessi contro cambogiani e laotiani.

(ilpost.it  -  19 aprile 2016)

 

 

 Il riconoscimento per il settore fiction è andato al romanzo 'The Symphatizer", che racconta la guerra in Vietnam

 Associated Press ha vinto il Pulitzer nella categoria "servizio pubblico" con una inchiesta sulle condizioni di schiavitù dei pescatori che lavorano nell'industria ittica asiatica. Il Los Angeles Times è stato premiato per la sua copertura del massacro di San Bernardino, mentre il Pulitzer per la letteratura, categoria fiction, è andata a Viet Thanh  Nguyen per   il   romanzo The Sympathizer sulla   guerra   in Vietnam.

L'annuncio è stato dato ieri sera nella Pulitzer Hall della Columbia University di New York. Un appuntamento doppiamente atteso perché è coinciso con le celebrazioni di cento anni di storia: nel 1916 Joseph Pulitzer metteva nero su bianco una donazione alla Columbia University per la creazione di una scuola di giornalismo e un premio, il Pulitzer appunto, conferito per la prima volta nel 1917.

Come di consueto si è cominciato con i premi giornalistici: oltre all'Ap e al Los Angeles Times, tra i vincitori ci sono anche il New York Times e fa Reuters per le immagini che hanno raccontato la crisi dei profughi, il Tampa Bay Times e il Sarasota Herald Tribune ("investigative Reporting"), il Washington Post per un articolo sulle persone uccise dalla polizia negli Stati Uniti, ancora il New York Time per l'inchiesta di Alissa J. Rubin sulle donne afghane, The Boston Globe con Jessica Rinaldi nella categoria "feature photography".

Il New Yorker ha ricevuto due premi: per la critica televisiva a Emily Nussbaum, e a Kathryn Schulz per lo stile dì un articolo sulle conseguenze di un terremoto nel Pacifico.

Per le "arti", oltre a Nguyen, ha ricevuto il Pu­litzer Lin Manuel Miranda (drama) per il musical Hamilton, William Finnegan (biografia), Peter Balakian (poesia) per Ozone Journal, Joby Warrick (general non fiction) per Black Flags: The Rise of lsis, Henry Threadgill (musica) e TJ. Stiles (storia).

(ste.p. La Repubblica  19 aprile 2016