luciano

Testimonianza di un compagno
ai tempi della F.G.C.I.
 

Negli anni '50 del secolo scorso Luciano Sossai era responsabile del Tesseramento della Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani, Zona Genova/Centro. Angelo Albanesi era responsabile del Tesseramento per la Zona di Ponente (da Pegli a Voltri). Spesso si incontravano nei locali della Federazione Genovese del P.C.I. in Salita San Leonardo. I due, ricorda Angelo, facevano a "gara" per il raggiungimento degli "obiettivi" di massimo numero di tessere. La loro stima era reciproca al massimo.
Negli anni '90 si erano poi ritrovati, con qualche anno di più, nei locali del Circolo Aziendale della CULMV, il Circolo "LUIGI RUM", dove Luciano ricopriva la carica di Presidente.
Angelo lo incontrò per proporgli una iniziativa a favore dei "non vedenti", quali concerti e passeggiate. La cosa ebbe un discreto successo e andò avanti per qualche anno.
La cosa che ci ha raccontato Angelo è stata l'impressione che ha avuto da questo nuovo incontro con Luciano: un grande entusiasmo e una grande umanità nel capire la bontà dell'iniziativa. Rimase veramente colpito che dopo tanti anni aveva rincontrato Luciano e gli anni non avevano scalfito il suo senso di umanità e giustizia verso chi, sfortunatamente, ha avuto meno di noi.
Nei nostri incontri giovanili si parlava sia del passato (dei tanti compagni che non erano più tra noi) che della nostra passione e tenacia per contribuire, dopo 20 anni di fascismo, a costruire una nazione più giusta e più democratica.
Tornando al presente, mi raccontò dei gravissimi problemi che gli creava il suo cuore ballerino. Alla mia domanda su cosa dicevano i dottori e cosa dice la famiglia, sul suo impegno al Circolo mi rispose che i dottori gli avevano raccomandato un assoluto riposo e lasciare distanti le preoccupazioni, mentre per la famiglia era arrivato il tempo di fermarsi: "hai dato tutto e tanto; riposati se no sono guai".
Mi ero permesso di dire: "Se è così, anche se in parte ti capisco) devi dare ascolto ai dottori e alla famiglia".
La sua risposta è stata: "Capisco che dottori, famiglia e amici mi dicono così  perché mi vogliono e parlano per il mio bene, ma dimmi come faccio a lasciare il Circolo, sono il Presidente, tutti mi vogliono bene, conosco tutti i problemi e di me hanno assoluta stima e fiducia, mi si confidano come tanti fratelli, comme fasso, comme fasso?
Questo era un grande compagno , un grande uomo!
Ciao Sossai, dal tuo amico Angelo Albanesi.