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Apocalipse Now  -  2001 Novembre


Apocalypse new
Coppola presenta il suo capolavoro che torna.

di Liana Messina

Doveva essere un picnic. Così Francis Ford Coppola presentò alla moglie Eleanor la trasferta di tutta la famiglia nelle Filippine, quando decise di dirigere Apocalypse Now dopo che George Lucas, per cui Milius aveva scritto il soggetto (una storia ambientata in Vietnam ispirata a Cuore di Tenebra di Conrad) declinò l'incarico.
"Pensavo", ricorda il regista "che sarebbe stato un divertimento dopo lo stress del Padrino".
Andò diversamente: il film gli stravolse la vita, lo rese prima povero poi ricco, mandò quasi in pezzi il suo matrimonio, lo stressò fisicamente e mentalmente (un medico disse che i suoi test sembravano quelli di un uomo dopo 6 mesi di lager).
"Non è un film sul Vietnam, è il Vietnam. Tutto era simile al modo in cui gli americani erano là. Vivevamo nella giungla, avevamo troppi soldi, troppi equipaggiamenti. Poco a poco siamo impazziti". Anche se il successo del film (vinse a Cannes, sbancò i botteghini con 75 milioni di dollari, ebbe 8 nomination e 2 Oscar) lo ripagò delle fatiche, gli ci sono voluti più di vent'anni per trovare la voglia di rimetterci le mani e presentare la nuova versione, più lunga di 53 minuti.
Insieme ai "complici" di allora (Walter Murch e Vittorio Storaro) ha riesumato il negativo originale, l'ha ristampato con nuove tecnologie cromatiche, ha reintegrato sequenze inedite (la notte d'amore del capitano Willard e la vedova Aurore Clement nella piantagione francese, l'incontro della squadra di Willard con le playmate), ha aggiunto monologhi significativi di Kurtz-Brando.
Apocalypse now redux, ora in uscita in Italia, è un nuovo capolavoro di 3 ore e 20 che non cancella o stravolge il senso del primo. Anzi, lo rende più chiaro, intenso, forte. "Il pubblico d'oggi è pronto ad accettare una versione più spinta, che radicalizza ciò che era sperimentale allora. S'è persa la connotazione di film di guerra, è diventata un'esperienza, un viaggio.
Ma è anche più libero, leggero, divertente, sensuale. Mi soddisfa di più, ho reso più netti i contenuti politici, le riflessioni su guerra, violenza, crudeltà, vita e morte. Anche il finale arriva in un contesto più preciso. Avrei potuto aggiungere più parole di Kurtz, ma ho pensato che andasse usato con parsimonia. È come un'illusione, la sua forza sta nel mistero. Basta la sua voce che sussurra: l'orrore, l'orrore..."


Mediterraneo & Dintorni - Firenze ospita dal 3 al 9 dicembre il 42mo Festival dei Popoli, che propone due sezioni tematiche ("La Zecca del Cinema", sul tema dell'Euro e del denaro e "Migranti: ieri e oggi") e una serie di film in concorso interessanti, da En construction di José Luis Guérin (Premio della Giuria al Festival di San Sebastian) a The sweetest sound di Alan Berliner (Usa), passato con successo al Festival di Berlino, a Il caso Pinochet del cileno Patricio Guzmàn. A Bologna, dal 26/11al 2/12, quarta Mostra delle Scuole europee di cinema; fino al 29/11 a Roma, Festival del cinema mediterraneo, con oltre 200 film e corti da 40 paesi.