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Suite Vietnam  -  2001 Agosto
 


Suite Vietnamita
La figlia del braccio destro di Ho Chi Minh progetta hotel stravaganti che il potere non ama.




Situata a 1500 metri di altezza, sull'altopiano di Lang Biang, tra le montagne, i laghi e le cascate che dall'inizio del secolo scorso ammaliano i turisti, soprattutto francesi, la città di Dalat è la meta più insolita del Vietnam. Qualcosa a metà strada tra Las Vegas, Disneyworld e il Paese delle meraviglie.
Il fiore all'occhiello di tanto kitch è Hang Nga Guesthouse, meglio noto come Crazy House, l'hotel nato dalla fantasia dell'architetto Dang Viet Nga, figlia di Truong Chinh, braccio destro di Ho Chi Minh, accusata occasionalmente di progettare strutture anti-socialiste.
Quasi fosse un omaggio a Gaudi, l'edificio, sopravvissuto agli attacchi del potere, si fonde con la roccia e rifiuta le linee rette: avvolto da ragnatele giganti e circondato da animali finti, a volte dalle dimensioni giganti altre in miniatura, è una vera e propria attrazione. Le pareti rocciose dell'albergo si aprono in cunicoli e grotte che conducono ai vari alloggi che, in rispetto all'idea originaria, ovvero dar sfogo ai fantasmi architettonici dell'autrice, devono differire l'un l'altro per offrire agli ospiti l'atmosfera desiderata: quello destinato alle coppie in luna di miele, per esempio, ricorda uno chalet di montagna circondato da funghi finti enormi.
Anche le suppellettili, dagli specchi, ai letti e alle lampade, contribuiscono a rafforzare lo spirito del progetto. Crazy House è un work in progress e la signora Dang Viet Nga, che oltre a progettare lo stabile lo gestisce, investe il ricavato degli affitti delle camere già agibili per completare la sua storia di pietra dai risvolti imprevedibili.