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Lettera a un fotografo vietnamita  -  1998 Febbraio
 


Lettera aperta a un fotografo vietnamita

di Piero Raffaelli

Forse questa è l'occasione giusta per ricordarti che mentre fotografi la tua bella guerra patriottica, i colleghi fotografi che stavano dall'altra parte documentavano gli aspetti più crudeli e degradanti di quella stessa guerra. E che proprio questi aspetti, divulgati dalla stampa internazionale, vi hanno poi aiutato a vincere.
Dalla parte degli americani, schierati contro di voi, c'erano reporter che, senza essere comunisti, simpatizzavano per i più deboli e registravano errori e debolezze del vostro potente nemico.
Un collega italiano, Gianfranco Moroldo, fotografò un soldato americano in lacrime. Pubblicata col giusto rilievo, quella foto fece intuire che non c'era la Vittoria nel destino di quel soldato.
Ci furono anche militari americani che, in situazioni scabrose come rastrellamenti di villaggi e uccisioni di civili, scattarono foto ricordo e misero sotto accusa il loro esercito.
Persino gli oscuri ritrattisti che scattavano le fototessere nelle retrovie divennero vostri alleati. Perché Life, la potente rivista Usa, decise di pubblicare tutte le fototessere dei soldati caduti in un brevissimo periodo, per dare la massima evidenza al prezzo insostenibile che la società americana stava pagando. Quei paginoni pieni di faccine furono un passo decisivo verso la ritirata, pardon, la vittoria vostra.
Insomma, caro collegha vietnamita, dovresti riconoscere che i fotografi di tutto il mondo, consapevoli o no, agirono con l'efficacia dei vietcong.
Detto questo senza rancore, dobbiamo riconoscere che apprezziamo le tue foto: ci ricordano le migliori scene dei film sulla guerra del Vietnam. Prendilo come un complimento: noi ormai confondiamo un po' la storia con il cinema. Cosa non del tutto assurda, se i film sono onesti.
Ma quali sono stati onesti, sia pure di parte, e quali no? Il tuo giudizio al riguardo ci sarebbe utilissimo. Dovremmo rivederli tutti assieme a te, questi film: Il cacciatore, Apocalypse now, Platoon, Good morning Vietnam, Berretti Verdi, Full Metal Jacket.
A proposito, in questo ultimo film appare una ragazzina vietnamita identica a quella fotografata sul tetto d'una casa di Saigon. La ragazzina del film, dopo un'apocalittica sparatoria, viene uccisa da un plotone di ragazzoni americani, che poi se ne vanno orgogliosi cantando l'inno dell'invincibile Topolino.
La ragazzina vera, che fine ha fatto? Se Topolino è stato sconfitto, forse lei è sopravvissuta.