Proiezione del film:
"SOLDATO D'INVERNO"
alla Sala Chiamata CULMV in Piazzale San Benigno
 
Il film prende spunto dall'inchiesta condotta a Detroit dal Vietnam Veterans Against the War (V.V.A.W.) sui crimini di guerra compiuti dall'imperialismo americano in Indocina. La macchina da presa fissa volti e parole di alcuni fra i centoventicinque GI che hanno voluto portare in quella sede la loro drammatica testimonianza diretta.  Dai racconti emerge nitidamente l'allucinante quadro del genocidio Vietnamita. Ogni barbarie appare lecita per aumentare «il conto dei corpi» vietcong caduti

ATTIVITÀ DEL CIRCOLO DEL CINEMA A. NEGRO
"SOLDATO D’INVERNO"
Il Vietnam e l'altra America

Proiettato nella Sala Chiamata della CULMV grazie al lavoro del Gruppo Culturale A. Negro il film SOLDATO D'INVERNO, per conto del Comitato Provinciale Genovese per la pace del Vietnam.
Film concesso dalla 8° mostra del cinema di Pesaro

«SOLDATO D'INVERNO» è il film documento presentato a cura dei Circolo del Cinema A. Negro per conto del COMITATO PROVINCIALE GENOVESE PER LA PACE DEL VIET-NAM, la sera del 21 settembre u.s. nella sala chiamata della CULMV ad un pubblico numeroso e attento.
Il film prende spunto dall'inchiesta condotta a Detroit dal Vietnam Veterans Against the War (V.V.A.W.) sui crimini di guerra compiuti dall'imperialismo americano in Indocina. La macchina da presa fissa volti e parole di alcuni fra i centoventicinque GI che hanno voluto portare in quella sede la loro drammatica testimonianza diretta.
Dai racconti emerge nitidamente l'allucinante quadro del genocidio Vietnamita. Ogni barbarie appare lecita per aumentare «il conto dei corpi» vietcong caduti: comunisti catturati in battaglia vengono gettati dagli elicotteri, i prigionieri feriti sono uccisi contravvenendo ad ogni norma della convenzioni internazionali.

Nell'inverno del 1776 lo scrittore inglese Thomas Paine, che si era dato anima e corpo alla causa della rivoluzione americana, scriveva: «Sono tempi, questi, che mettono alla prova I'animo degli uomini. Il soldato d'estate e il patriota che combatte alla luce del sole, in questa crisi, abbandoneranno il servizio del proprio paese; ma colui che resiste ora, merita l'amore e il ringraziamento degli uomini e delle donne».

Guardando a se stessi come «soldati d'inverno», la cui battaglia, ora, è in massima parte far conoscere le proprie esperienze perché diventino conoscenza comune dell'America e del mondo, i veterani riuniti per l'inchiesta hanno presentato la loro personale testimonianza riguardo ad atrocità divenute consuetudine, sostenute da una documentazione fotografica che è inclusa in questo film.

I reduci dal Vietnam sono più di tre milioni, oltre i soldati di carriera e i professionisti; solo alcune decine di migliaia, che però sono andate sempre aumentando, sono quelli che apertamente parlano della loro guerra e si organizzano contro la guerra; tuttavia la ragione per la quale, nonostante il clima di repressione esistente negli Stati Uniti, i reduci vengono lasciati relativamente in pace per questa loro attività, è che, dietro a quelle migliaia che parlano, c'è la solidarietà silenziosa, ma consenziente, e che potrebbe diventare rumorosa di quegli altri che si sforzano di dimenticare e di far dimenticare, ma che probabilmente non lascerebbero colpire impunemente chi ha vissuto quello che anche loro hanno vissuto.

Fonte: “Cooperatore Portuale” - Coop Antonio Negro – Settembre/Ottobre 1972